FAQ

La piscina causa una variazione catastale facendo passare l'abitazione nella categoria di lusso?

Si potrebbe avere una variazione sulla classificazione catastale solo nel caso in cui la piscina superi gli 80 mq di superficie; generalmente però tale parametro non è sufficiente per far passare la propria casa nella categoria di lusso. Infatti, oltre ad una superficie della piscina superiore agli 80 mq, l’abitazione deve presentare almeno altri requisiti, tra una serie di elementi da verificare presso l’ufficio tecnico comunale. Ad esempio: una superficie abitabile superiore a 160 mq, superficie terrazze superiore a 65 mq, presenza d’ascensori o montacarichi, presenza di rivestimenti e decorazione pregiate, ecc.

La DIA è stata presentata, si possono cominciare il lavori?

È necessario attendere il termine prescritto dalla legge di 30 giorni; entro questo periodo il Comune deve esprimersi riguardo alla fattibilità dei lavori. Se entro 30 giorni non vengono sollevate obiezioni dagli uffici competenti, grazie alla legge del silenzio-assenso (semplicemente non ricevendo alcuna comunicazione), si potrà procedere con i propri progetti ed i lavori possono cominciare. Allo stesso tempo in alcune regioni, anche dopo i fatidici 30 giorni, la mancanza di un consenso esplicito non permette comunque l’inizio dei lavori della piscina. Consigliamo dunque di fare un controllo preventivo. Controllate inoltre se esistono vincoli paesaggistici o di protezione da parte delle Belle Arti, rivolgendosi agli Enti preposti, e la possibilità di inoltrare ulteriori richieste d’autorizzazioni a cui sono legati tempi specifici d’attesa.

Esiste una diversa legiferazione tra un impianto per piscina privata e quello per piscine ad uso collettivo?

La normativa UNI 10637 ha definito le caratteristiche degli impianti piscina secondo la destinazione d’uso. All’interno della normativa è possibile consultare una tabella ove sono indicate le regole generali da seguire in relazione alla classificazione delle piscine. In modo generale, in base alla destinazione le piscine si suddividono nelle seguenti categorie:

  • tipo A1: piscine pubbliche, quali per esempio le piscine comunali.
  • tipo A2: piscine ad uso collettivo, inserite in strutture già adibite, in via principale, ad altre attività ricettive (per esempio alberghi, camping, complessi ricettivi, agriturismi e simili) nonché quelle al servizio di collettività (per esempio scuole, collegi, caserme, palestre e simili) accessibili ai soli ospiti, clienti, soci o utenti della struttura stessa.
  • tipo A3: piscine finalizzate al gioco acquatico.

Allo stesso tempo è da tenere in considerazione che in Italia ogni regione ha un suo regolamento locale che recepisce la normativa in modo personalizzato; e gli stessi comuni definiscono delle normative comunali specifiche. Per avere la certezza delle regole, oltre alla normativa UNI 10637, è dunque necessario consultare anche il sito della regione ove deve essere realizzata la piscina e contattare l’ufficio tecnico preposto del proprio comune.

DETRAZIONE FISCALE 50%

Riscrivere il testo come segue: Gli interventi di ristrutturazione possono usufruire di importanti agevolazioni fiscali, sia quando si effettuano sulle singole unità abitative sia quando riguardano lavori su parti comuni di edifici condominiali.

La più conosciuta tra queste agevolazioni è sicuramente quella disciplinata dall’articolo 16-bis del Dpr 917/86 (Testo unico delle imposte sui redditi), che consiste in una detrazione dall’Irpef del 36% delle spese sostenute, fino a un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 48.000 euro per unità immobiliare. Ma, a partire da giugno 2012, il decreto legge n. 83/2012 ha stabilito che, per le spese effettuate nel periodo compreso tra il 26 giugno 2012 e il 30 giugno 2013, la percentuale di detrazione è pari al 50% per un importo massimo di spesa di 96.000 euro. Questi maggiori importi sono poi stati prorogati più volte da provvedimenti successivi. Da ultimo, la legge di bilancio 2018 (legge n. 205 del 27 dicembre 2017) ha rinviato al 31 dicembre 2018 la possibilità di usufruire della maggiore detrazione Irpef (50%) e del limite massimo di spesa di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare. Se non verrà stabilita una nuova proroga, dal 1° gennaio 2019 la detrazione tornerà alla misura ordinaria del 36% e con il limite di 48.000 euro. Nel settore della piscina, si riferisce esclusivamente al recupero di una piscina esistente in termini di rifacimento e/o manutenzione. Non è possibile la detrazione delle spese per la costruzione ex novo.

DECRETO SVILUPPO, saperne di più

Il”Decreto Sviluppo” approvato il 15 giugno, e che con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale n. 147 del 26 giugno 2012 – Suppl. Ordinario n.129 è ufficialmente entrato in vigore, non solo fa salire l’attuale detrazione fiscale del 36% fino al 50%, ma aumenta anche la soglia dell’importo dei lavori detraibile dalle imposte, che sale invece dai 48.000 euro precedentemente previsti fino a 96.000 euro. Quindi il risparmio per il cittadino passa dai 17.280 euro di prima a 48 mila euro, in pratica triplicando lo sconto fiscale massimo ottenibile. Agevolazione prorogata fino al 31 dicembre 2013.

Chi si occupa del disbrigo dei permessi necessari?

Il cliente dovrà incaricare dei professionisti per l’eventuale perizia geologica, il calcolo dei cementi della soletta di base (unica opera edile da realizzare), la distribuzione dei carichi e la conduzione del cantiere.

Quali sono le normative che regolano la costruzione di una piscina?

Nel nostro paese le normative cambiano da una regione all’altra oltre che da comune a comune (regolamenti edilizi comunali); riguardano soprattutto le distanze dai confini, le modalità d’allacciamento alla rete idrica, a volte stabiliscono vincoli ambientali, idrogeologici, oppure archeologici e paesaggistici; ma anche regolamenti inerenti a forme, colori, rivestimento e materiali specifici da utilizzare. Per questo consigliamo di rivolgersi all’ufficio tecnico del comune di residenza, che potrà fornire tutte le informazioni sul terreno prescelto, informare su eventuali impedimenti alla costruzione, oltre a consigliare su specifiche utili.

Quali sono le formalità ed i tempi burocratici per i permessi?

Le formalità burocratiche sono abbastanza veloci: basta presentare almeno 30 giorni prima della data prevista per l’inizio dei lavori allo Sportello Unico dell’Edilizia del proprio comune una “Denuncia d’Inizio Attività” (la cosiddetta DIA), autocertificata da un progettista abilitato e corredata da una relazione tecnica e relativi elaborati progettuali. Se entro 30 giorni non vengono sollevate obiezioni dagli uffici competenti, grazie alla legge del silenzio-assenso, i lavori possono cominciare. Rivolgendosi agli enti preposti, controllate inoltre se esistono vincoli paesaggistici o di protezione da parte delle Belle Arti, potrebbe esserci la possibilità di inoltrare ulteriori richieste d’autorizzazioni a cui sono legati tempi specifici d’attesa. I nostri concessionari di fiducia Idrasir Piscine presenti sull’intero territorio nazionale saranno in grado di spiegare ogni passo necessario.